RIFLESSIONI
Buon inizio settimana...
e iniziamo riflettendo e riflettendoci in qualche modo...anche allo specchio se non si rompe...
Sette mesi sono passati dal quel lontano 3 Ottobre... e sette è un numero perfetto.
Ma perfetto di che?
Perfetto per fermarsi un attimo, guardarsi indietro e fare il punto della situazione...
Apro una parentesi: oggi si laurea una delle mia migliori amiche, VITTORIA.
AUGURONI DOTTORESSA.... e che magari tu possa trovare un lavoro migliore dopo i tomi di sapere e tutte le tue ricerche giuridiche.
Io, invece, a questo traguardo non sono ancora giunta e questo mi mette
un pò in crisi... sempre lo stesso discorso... usando la metafora di uno sconosciuto saggio (mio padre): sto dinuovo rincorrendo un treno che ho perso e dalla fretta non riesco a raggiungerlo.
A volte penso che ho sbagliato strada.
Anche perchè quella che ho scelto mi porterà ben poco lontano.
Mi ricollego a quel che si diceva, al discorso che si fa spesso tra di noi o tra me ed altre persone.
Trovare,dopo aver intrapreso una determinata carriera scolastica, un LAVORO (e lo scrivo in maiuscolo perchè mi riferisco ad uno vero), che realmente ci piaccia, è molto difficile.
Per me Settembre è un nuovo traguardo. La stazione d'arrivo.
Da lì prendo la coincidenza... per altre mete. Ma quali???
Prima arrivano gli stramaledetti 4 esami che mancano alla laurea e poi la tesi. Ma nel frattempo dovrò ancora lavorare, anzi cercare lavoro.
Nella peggiore delle ipotesi mi ritroverò alla casa famiglia.
Un'occupazione che ha scelto per me mio padre e che a me non piace neanche un pò.
Non è giusto però essere obbligati a scegliere qualcosa che non ci piace solo perchè non c'è di meglio.
La società oggi offre a chi ha da dare. Anche in termini monetari. C'è una selezione naturale. Chi può permetterselo può puntare in alto.
Arriveremo al punto che questa selezione sarà sempre più forte.
E poichè oggi sono tutti laureati ormai, avrà la meglio forse chi si potrà permettere il master migliore in Germania o negli Stati Uniti oppure... chi eredita la ditta di famiglia!
Ma queste cose non sono alla portata di tutti.
Il mio portafogli fa eco tanto è vuoto e mio padre al limite mi può raccomandare per asfaltare la Torino-Savona!
Come pretendono che un trentenne (questa volta nessun errore di battitura!) esca di casa e da sotto le gonne di mamma se non ha un lavoro fisso e se un monolacale costa minimo 400 euro?
E così pure il mio destino è segnato da tutte queste circostanze.
E il governo se ne frega.
Non dico di me,che sono solo una piccola stella in un firmamento... minchia sono sempre più poetica eh?
Ma se ne frega di tutti il laureati e non che sudano tutto quello che possono nella speranza di costruirsi il loro futuro...
Sarà quel che sarà. Tutto il resto è noia.

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